LO STATUTO
ART. 1 – E’ costituita un’associazione sotto la denominazione Associazione “DONNAPERDONNA” Sezione di Cuneo, retta dal presente statuto.


ART. 2 – L’Associazione ha sede legale in Cuneo, via Meucci numero 34 (trentaquattro).


ART. 3 – L’associazione “DONNAPERDONNA” si riconosce e fa propri i dettami statutari della sezione provinciale di Cuneo della Lega italiana per la lotta contro i tumori.
L’adesione all’associazione è a tempo indeterminato e non può essere disposta per un periodo temporaneo.
L’adesione alla associazione comporta per l’associato il diritto di voto e di essere votati nell’assemblea per l’approvazione e le modifiche dello statuto e dei regolamenti per la nomina degli organi direttivi dell’associazione.
L’Associazione è formata da soci fondatori, soci onorari e soci ordinari.
Sono soci fondatori le persone che hanno partecipato alla costituzione dell’associazione e quelle che entro un anno dalla fondazione sono qualificate tali da parte del Consiglio direttivo, con ratifica dell’assemblea.
Sono soci onorari le persone che operano meritoriamente per gli scopi istituzionali dell’ente e sono qualificate tali dal consiglio direttivo.
La qualifica di socio è personale e non si trasferisce né per atto tra i vivi né per successione per causa di morte.
I soci e i loro eredi non hanno alcun diritto sul patrimonio comune e conseguentemente non possono pretendere alcunché dall’associazione nel caso di recesso, di morte o di esclusione.
Gli aderenti sono tenuti a rispettare le norme del presente statuto, pagare le quote sociali e i contributi nell’ammontare fissato dal Direttivo e a prestare il lavoro preventivamente concordato.
La qualità di socio si perde: a) per morte, b) per dimissioni; c)per mancato pagamento delle quote sociali; d) per indegnità; e)per atti contrari all’interesse dell’ente.
L’esclusione nelle due ultime ipotesi viene deliberata dal Consiglio direttivo dell’associazione quando il comportamento del socio sia tale da recare grave pregiudizio, morale o materiale all’associazione.
Il socio che intende recedere dall’associazione deve comunicare per iscritto il suo proposito al consiglio direttivo. Il recesso ha effetto con la fine dell’esercizio in corso al momento della comunicazione.


ART. 4 – L’associazione non ha scopo di lucro (tutte le cariche sociali sono gratuite) e persegue esclusivamente finalità di informazione e supporto su problemi attinenti il cancro mammario, la formazione, prevenzione, nonché la riabilitazione fisica, psicologica e sociale e tutto quanto occorre per dare assistenza alle donne operate al seno.
L’associazione può svolgere attività diverse da quelle sopra indicate, se direttamente connesse o accessorie a quelle statutarie, in quanto integrative delle stesse.
L’associazione garantisce alle donne associate vari servizi a titolo gratuito e/o a condizioni agevolate.


ART. 5 – Per il conseguimento degli scopi sociali l’associazione si avvale in linea principale dell’attività di volontariato dei propri aderenti e collaboratori, che si intende a titolo gratuito.
Può altresì ricorrere ad ogni altra forma di prestazione esterna retribuita, d’opera o di servizio, ammessa dall’ordinamento vigente, nonché all’acquisizione di mezzi e strumenti concedibili, quando occorra, in uso a terzi a titolo gratuito.


ART. 6 – Sono organi dell’associazione.
a) Il consiglio direttivo
b) Il Presidente
c) Il collegio dei revisori dei conti
d) l’assemblea dei soci.
L’assemblea è costituita da tutti gli aderenti all’associazione e ha i seguenti compiti: eleggere i membri del Comitato Direttivo e i revisori del conti.


ART. 7 - Hanno diritto di voto in modo paritario i soci fondatori e i soci ordinari. Non sono ammesse deleghe.
L’assemblea è presieduta e convocata dal Presidente, in mancanza dal Vicepresidente, in mancanza di entrambi da persona designata dall’Assemblea.
Il Presidente nomina un Segretario tenuto a verbalizzare l’adunanza e controlla la regolarità di intervento da parte dei partecipanti.
L’Assemblea è validamente costituita in prima convocazione con la presenza della metà più uno degli Associati e delibera con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
In seconda convocazione la deliberazione è valida con il voto favorevole della maggioranza dei presenti qualunque sia il numero dei presenti.
In deroga a quanto precedentemente indicato, le modifiche all’Atto Costitutivo e dello Statuto richiedono in ogni caso la presenza di almeno ¾ degli associati e il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
La delibera di scioglimento dell’Associazione richiede il voto favorevole dell’assemblea secondo le modalità precisate per le modifiche dell’Atto Costitutivo e dello Statuto.


ART. 8 - L’associazione è amministrata da un Collegio Direttivo composta da un numero di membri variabile a un minimo di tre ad un massimo di sette determinato dall’assemblea dei soci che ha il compito di eleggerlo.
I Consiglieri sono eletti dall’assemblea ordinaria dei soci:
Non possono ricoprire l’incarico di consiglieri coloro che non sono soci dell’associazione.
La votazione dei consiglieri è segreta. Ciascuno dei votanti ha facoltà di esprimere la propria preferenza per un numero massimo di candidati c corrispondenti al numero dei membri dell’eligendo Consiglio Direttivo.
Sono eletti i candidati che hanno riportato il maggior numero dei voti. A parità di voti è eletto il candidato con maggior anzianità di iscrizione nell’associazione.
Il consiglio direttivo ha i seguenti compiti: fissare le norme per il funzionamento dell’associazione, eleggere il presidente e il segretario, accogliere o respingere le domande degli aspiranti soci, ratificare nella prima seduta successiva, i provvedimento di propria competenza adottati dal presidente per motivi di necessità e di urgenza.


ART. 9 – Il Consiglio Direttivo dura in carica 4 (quattro) anni ed è in tutto o in parte rieleggibile.
Per qualunque ragione venga a mancare un Consigliere sarà il Consiglio Direttivo a provvedere alla sua sostituzione salvo convalida dell’Assemblea alla prima riunione:
Se la maggioranza dei Consiglieri venisse a mancare ciascuno dei Consiglieri rimasti è tenuto senza indugio a convocate l’Assemblea per la sostituzione.
Nel caso in cui un componente del Consiglio Direttivo sia assente ingiustificato a 3 (tre) riunioni consecutive è dichiarato decaduto con decisione del Consiglio Direttivo il quale provvede alla sostituzione se lo ritiene necessario.
Il Consiglio Direttivo è rivestito dei poteri di gestione ordinaria e straordinaria.
Il Consiglio si riunisce tutte le volte che il Presidente lo ritiene necessario, e/o quando ne sia fatta richiesta da almeno 3 (tre) dei suoi componenti:
Delibera validamente con la presenza della maggioranza dei componenti e il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
Il Consiglio è presieduto dal Presidente, in mancanza dal Vicepresidente, in mancanza di entrambi dal più anziano Consigliere presente. Spetta a chi presiede la designazione di un segretario. Della riunione verrà redatto il relativo verbale.


ART. 10 – La rappresentanza legale dell’Associazione di fronte ai terzi ed in giudizio è devoluta al Presidente, che viene eletto contemporaneamente al Vice-Presidente ed al segretario dal Consiglio Direttivo nella prima seduta successiva alla sua elezione.
Il presidente può compiere tutti gli atti non espressamente riservati all’assemblea dei soci o al consiglio direttivo. In caso di assenza o di impedimento il Presidente è sostituito dal Vice presidente o da altro consigliere all’uopo delegato.


ART. 11 – Il collegio dei revisori dei conti è composto da tre membri nominati dall’assemblea ordinaria, anche tra non soci. Il collegio dei revisori dei conti controlla la gestione finanziaria dell’associazione, accerta la regolare tenuta delle scritture contabili, effettua periodiche verifiche di cassa, esprime il suo parere sui bilanci dell’associazione.


ART. 12 – Il patrimonio dell’associazione è costituito dai beni mobili e immobili che pervengono all’associazione a qualsiasi titolo, da elargizioni o contributi da parte di enti pubblici e privati o persone fisiche, dagli avanzi netti di gestione.
Per l’adempimento dei suoi compiti l’associazione dispone delle seguenti entrate:
- versamenti effettuati dai fondatori originari, dei versamenti ulteriormente effettuati da detti fondatori e da quelli effettuati da tutti coloro che aderiscono all’associazione;
- dei redditi derivanti dal suo patrimonio.
Il consiglio direttivo annualmente stabilisce la quota di versamento minimo da effettuarsi all’atto dell’adesione all’associazione e successivamente a titolo di quota associativa annuale.
L’adesione all’associazione non comporta obblighi di finanziamento o di esborso ulteriori rispetto al versamento originario ed elle corresponsioni della quota annuale.
E’ comunque facoltà degli aderenti all’associazione di effettuare versamenti ulteriori rispetto a quelli suddetti.
I versamenti al fondo di dotazione possono essere di qualsiasi entità, fatto salvo il versamento minimo come sopra determinato, e sono comunque a fondo perduto.


ART. 13 – L’associazione per l’attuazione dei programmi può avvalersi di finanziamenti messi a disposizione dalla Lega, che dovrà approvare i progetti.


ART. 14 – Gli esercizi dell’associazione chiudono il 31 (trentuno) dicembre di ogni anno.
Entro il 28 (ventotto) febbraio di ciascun anno il consiglio direttivo è convocato per la predisposizione dei bilancio consuntivo dell’esercizio precedente da sottoporre all’approvazione dell’assemblea, e della relativa programmatica.
I bilanci possono restare depositati presso la sede dell’associazione nei 15 (quindici) giorni che precedono l’assemblea convocata per la loro approvazione, a disposizione di tutti coloro che abbiano motivato interesse alla loro lettura. Analogamente sono depositate presso la sede dell’associazione le delibere di approvazione dei bilanci stessi.
All’associazione è vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione comunque denominati, nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’associazione stessa, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre Associazioni senza scopo di lucro aventi finalità analoghe.


ART. 15 – In caso di suo scioglimento, per qualunque causa, l’associazione ha l’obbligo di devolvere il suo patrimonio ad altre associazioni senza scopo di lucro aventi finalità analoghe, o a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’art.3 comma 190 della legge 23/12/1996 n.662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.


ART. 16 – Per tutto quanto non espressamente previsto nel presente statuto si fa riferimento alla normativa vigente in materia di associazioni di volontariato o al Codice Civile per le associazioni non riconosciute.
Hanno peraltro carattere di necessaria applicazione, anche in contrario a qualsiasi altra previsione statutaria, le disposizioni di cui all’art. 5 comma 4 quinquies del D.Lgs. 4 dicembre 1997 numero 460, che espressamente si riassumono:
a – divieto di distribuire anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge;
b – obbligo di devolvere il patrimonio dell’associazione, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad altra associazione con finalità analoghe o ai fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’art.3 comma 190 legge 23/12/1996 n.662, e salvo diversa destinazione imposta dalla legge;
c – disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative volte a garantire l’effettività del rapporto medesimo, escludendo espressamente la temporaneità della partecipazione alla vita associativa e prevedendo per gli associati o partecipanti maggiori d’età il diritto di voto per l’approvazione le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell’associazione;
d – obbligo di redigere e di approvare annualmente un rendiconto economico e finanziario secondo le disposizioni statutarie;
e – eleggibilità libera degli organi amministrativi, principio del voto singolo di cui all’art. 2532 secondo comma del Codice Civile, sovranità dell’assemblea dei soci, associati o partecipanti, disciplina dei criteri di loro ammissione ed esclusione, criteri e idonee forme di pubblicità delle convocazioni assembleari, delle relative deliberazioni, dei bilanci o rendiconti;
f – in trasmissibilità della quota o contributi associativo.